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ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Lungometraggi



7km da Gerusalemme
Italia, 2006, 35mm, 108', Colore

Altri titoli: 7 Miles from Jerusalem

Regia
Claudio Malaponti

Soggetto
Claudio Malaponti, Graziano Prota, dal romanzo omonimo di Pino Farinotti

Sceneggiatura
Claudio Malaponti, Graziano Prota

Fotografia
Alessandro Pesci, Mauro Marchetti

Operatore
Angelo Santovito

Musica originale
Pivio De Scalzi, Aldo De Scalzi

Suono
Marco Tidu

Montaggio
Osvaldo Bargero

Scenografia
Alessandro Marrazzo

Costumi
Angelo Poretti

Trucco
Patrizia Arrighi, Arianna Manghisi

Aiuto regia
Duccio Fabbri

Interpreti
Luca Ward (Alessandro Forte), Alessandro Etrusco (Gesù), Rosalinda Celentano (Sara), Alessandro Haber (Angelo Profeti), Eleonora Brigliadori (Marta Piano), Emanuela Rossi (Ginevra Santi), Isa Barzizza (Elvira Marenghi), Alessandra Barzaghi (Martina), Giovanna Nodari (Francesca), Monica Ward (Irene Castelli), Pino Farinotti (Cesare Piano), Giovanni Palladino (Giordano Bruni), Tony Rucco (Diomede), Paolo Limiti (funzionario televisivo), Alex Poli (veggente)

Direttore di produzione
Angelo Sconda, Diego Cavallo, Hamada Jamal Eldeen (Siria)

Ispettore di produzione
Andrea Tafani, Bassam Khaddam

Produttore esecutivo
Graziano Prota, Angelo Sconda

Produzione
Graziano Prota per Artika Film

Distribuzione
Mediafilm

Note
Operatore steadycam: Richard Mallaby; assistente operatore: Nicola Benazzo, Gianluca Fava (Puglia); aiuto operatore: Alias Gallione, Fatma Sherif (Siria), Stefano Meloni (Puglia); fotografo di scena: Gianfranco Mura; suono in presa diretta Dolby Digital; montaggio del suono: Claudio Marani; mix: Andrea Lancia; assistenti scenografi: Mauro Berti, Raffaella Cuviello; assistente costumista: Viola Verra, Hassan Ghalawi (Siria); sarta: Helena Pascaniuc; parrucchiere: Francesca Latella, Fiorella Novarino; assistenti alla regia: Stefano Ruggeri, Valerio Valente, Abdulghani Ballat; altri interpreti: Ida Marinelli (Susanna Conego), Adriana De Guilmi (madre di Alessandro Forte), Francesco Bruno (dottor Genone), Carlo Mancini (ingegner Pantano), Alessandro Genovesi (veterinario), Alberto Pozzo (impiegato del Banco dei Pegni) Toni Mazzara (vigile urbano), Lara Polli (Chiara), Domenico Brioschi (Aliberti), Maurizio Tropea (don Roberto), Rosanna Sparapano (Dora), Mehul Jasvant (Nando), Nadesha Bulischina (Wislawa Lavenska), Alessandra Botticelli (Daniela), Giuseppe Malaponti (amico di Irene), Elena Presti (Fabrizia), Adel Ali (Frate), Sa’ad Alghafary (Cleopa), Santina Massimo (signora della busta), Marwan Shamsheekh (greco), Mazen Abbas (discepolo di Cristo), Rana Aladem (Maria Maddalena), Maryam Alabed (Maria), Adnan Abduljaleel (Giuseppe d’Arimatea), Mohammad Taieb (soldato israeliano), Maher Shakra (soldato israeliano), Faisal Arefai (soldato israeliano), Andrea Marzo (palestinese); doppiatore di Alessandro Etrusco: Gaetano Varcasia; stunt coordinator: Stefano Mioni; segretaria di edizione: Fernanda Selvaggi; location manager : Elisabetta Ajani (Torino), Hani Ghannam, Yaser Bakez (Siria); supervisore alla produzione: Angelo Sconda; segretari di produzione: Danilo Goglio, Alberto Carmignani, Gianni Pace, Mohammad Nasrallah (Siria); assistente di produzione: Mihaela Mina; collaborazione alla produzione: Rai Cinema, SanPaolo Film, Mirjana Tomasic, Orient Group (Siria)
 
Film realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il supporto della Film Commission Torino Piemonte e il patrocinio della Città di Torino.
 
Locations: Torino (Sede Regionale Rai in via Verdi, Circolo degli Artisti, Parco del Valentino, Lingotto), Casellette Torinese, Venaria Reale, Candiolo (TO), Acquatica del Capo (LE), Gerusalemme, Siria (Palmira, Maaloula, Damasco, Aleppo).
 
Didascalia iniziale: “a Tommaso”
Didascalia finale: “a Francesco Prota”
 
Premi: Miglior Film, Miglior Attore (Luca Ward), Migliore Colonna Sonora, Miglior Fotografia al Buenos Aires Film Festival del 2007; premio Baff 2007; premio Unesco per l’unione delle culture; premio “Jean Rouch” CICT Unesco 2007.
 
Quando il film stava per essere distribuito, la società produttrice della Coca Cola ha chiesto che fosse tagliata la sequenza in cui il personaggio di Gesù beve una lattina della nota bibita. In seguito, dopo aver verificato che anche il Vaticano non trovava nulla di offensivo, la Coca Cola ha rinunciato a proseguire la sua azione legale.  




Sinossi
Alessandro Forte, 43 anni, pubblicitario, è in profonda crisi. Ha perso il lavoro, non sta bene, sua moglie lo ha abbandonato portandosi via la figlia. Mentre cammina sulla strada che da Gerusalemme va verso il mare, non lontano da Emmaus, incontra un uomo con tunica e sandali che gli dice di essere Gesù. Da qui comincia il rapporto fra i due. A 7 km da Gerusalemme, ad ogni incontro, Alessandro ha le sue domande da porre e l’altro le risposte da dare. E sono le domande e risposte che miliardi di persone avrebbero voluto e vorrebbero fare e sentire. Incontro dopo incontro (ma sono reali o è un delirio dovuto allo stato psicofisico del protagonista?) i due si capiscono sempre meglio, anche i loro linguaggi si assimilano. I due sorridono, ci sono ironia e autocritica in entrambi. Il distacco è doloroso e commovente. Tornato a casa Alessandro ritrova la sua vita, il suo lavoro, la sua famiglia. Ma ha nostalgia del suo amico di Gerusalemme, che però non si manifesta più. Alessandro lo cerca, lo evoca. Niente. Che fosse davvero tutto un sogno o, appunto, un delirio? Ma qualcosa accade…




Dichiarazioni
«Il film intende essere un ragionamento sulla condizione dell’uomo occidentale. Le recenti vicende drammatiche sono una chiara metafora del cambiamento, dell’evoluzione di una condizione verso un’ulteriore più profonda e sempre meno decifrabile insicurezza. La storia viene raccontata attraverso la figura di Alessandro Forte, personaggio doloroso, angosciato ma curioso, umano e alla fine ottimista che ha davvero la possibilità di identificare ogni essere umano. Improvvisamente qualcosa di sovrumano, misterioso, miracoloso, irrompe di colpo nella vita di tutti i giorni. Alessandro si ritrova inspiegabilmente sulla strada che da Gerusalemme conduce a Emmaus quando compare di punto in bianco un personaggio che dice di essere Gesù Cristo. […] Il Gesù rappresenta certamente la sua coscienza, ma anche la sua speranza. Alessandro è una sorta di laico-credente, finora ha portato avanti la propria ambiguità e le proprie contraddizioni, peggiorate adesso dal ritrovarsi solo e… con più passato che futuro. Il Gesù forse esiste, forse non esiste. Forse, appunto, è solo l’espressione delle sue paure. Però il Gesù risponde a domande precise con risposte precise e forti, sconcertanti e inedite, accredita certi dubbi e idee dell’umano, ma anche queste risposte potrebbero nascondersi nella “memoria non ricordata” di Alessandro. Insomma, il grande dubbio è sempre vivo. […] I discorsi e i valori in gioco sono elevatissimi. Ci troviamo di fronte a uno specchio che rivela la nostra essenza dopo duemila anni di storia. Alessandro dopo la “purificazione” torna a casa e riprende la sua vita, ritrova ciò che aveva perduto. Il film partendo da un presupposto laico attraversa la religione cattolico-cristiana e vuole essere un tentativo di attenzione, una speranza verso un destino che va riconsiderato e ricomposto» (C. Malaponti, www.fctp.it).





«Il film si rifà alla cena ad Emmaus, dal Vangelo di Luca, ma lo traspone ai giorni nostri, grazie alla vicenda di Alessandro [...], pubblicitario in crisi, che incontra Gesù a Gerusalemme. Il Nazzareno lo prende come discepolo e, mentre scorrono i flashback della vita di Alessandro, si percepiscono come in una parabola, l'evoluzione spirituale del pubblicitario, insieme con la vacuità e le patetiche illusioni del mondo contemporaneo. Ma, malgrado alcuni spunti interessanti e le buone prestazioni degli attori, il film manca di magia. E, girando in modo così didascalico una storia che tutti conoscono già, non è certo facile inchiodare gli spettatori alle poltrone» (R. Bottari, “Il Messaggero”, 4.5.2007).
 
«7 chilometri da Gerusalemme, film di Claudio Malaponti, ha fatto andare su tutte le furie la Coca Cola per una scena in cui Gesù beve una lattina della bevanda. La filiale italiana della multinazionale ha mandato una lettera legale imponendo di eliminare la scena perché non può accettare che l’immagine di Gesù diventi tramite pubblicitario» (“la Repubblica”, 2.4.2007).
 
«Coca Coca Italia sembra aver fatto un passo indietro: [...] il film 7 Km da Gerusalemme [...] uscirà infatti senza alcun taglio né ritocchi alla scena contestata in cui Gesù beve la Coca Cola, che aveva fatto slittare l'arrivo nelle sale [...]. La scena di cui Coca Coca Italia aveva chiesto l'eliminazione, perché non poteva accettare che l'immagine di Gesù fosse tramite della pubblicità della sua nota bevanda, vede ad un certo punto il protagonista, un pubblicitario, offrire a Gesù una lattina di Coca Cola e mentre la beve esclamare “Dio, che testimonial”. Nessuna critica invece da parte della Chiesa e del mondo cattolico. "È un film altamente spirituale - dice il regista - ha avuto apprezzamenti dal Papa, dal Vaticano, da membri della Cei. Abbiamo avuto una copertina di ‘Famiglia cristiana’. Rappresentare Gesù che ha contatti con il mondo contemporaneo è visto in maniera positiva. È la rappresentazione di ciò che uno ha dentro, è come un viaggio» (“la Repubblica”, 18.4.2007).
 
«Un uomo comune, un viaggio inaspettato, una serie di incontri, uno straordinario: quello con Gesù. Che sia reale o meno, non ha importanza. L'importanza è ritrovare se stessi. Compiere un cammino che porti a scoprire (o riscoprire) qualcosa di profondo che sembrava essere perduto per sempre. [...] Questa in estrema sintesi la chiave di lettura di 7 km da Gerusalemme, il film di Claudio Malaponti con Luca Ward, Alessandro Haber, Alessandro Etrusco e Rosalinda Celentano, tratto dall'omonimo romanzo di Pino Farinotti (ed. San Paolo). Un libro che ha ottenuto numerosi riconoscimenti di critíca e pubblico e i cui diritti per i paesi arabi sono stati acquistati proprio in occasione del film dal produttore locale, Nabil Toumeh. [...] Girato in Siria, in zone che fino a quel momento erano interdette alle troupe del nostro paese, come l'aeroporto per esempio, il film di Malaponti è interessante specie per il tentativo di costruire un ideale ponte tra Oriente e Occidente in un particolare e delicato periodo (la produzione risale al 2005)» (C. Scognamillo, “Rivista del Cinematografo” n. 4, aprile 2007).




Persone / Istituzioni
Claudio Malaponti
Alessandro Pesci
Luca Ward
Rosalinda Celentano
Alessandro Haber
Isa Barzizza


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